Da una newsletter ricevuta grazie al suggerimento del Ns socio Luigi Rigoli
Cari Soci & Amici
immaginati la scena:
Luca e Paolo sono due vecchi amici. Un tempo anzi erano come fratelli, sempre insieme, condividendo tutto. Fino a quando non sono rimasti risucchiati dal vortice della vita. Adesso hanno un lavoro e hanno messo su famiglia. E così, ormai da diversi anni, si vedono solo sporadicamente.
Oggi è una di quelle volte.
Si incontrano per caso per strada. E’ da almeno un anno, forse due, che non si sentono.
– Hey, ciao. Quanto tempo. Come stai?
(Si abbracciano)
– Ciao, che sorpresa! Che piacere vederti… Bene, direi tutto bene, sempre di corsa, ma bene.
– Lascia stare, non ho nemmeno il tempo di respirare… Sono davvero contento che ci siamo rivisti. Ma perché non organizziamo mai? Dovremmo prenderci un caffè con calma, fare due parole…
– Sì, hai ragione. Dai, mi prendo l’impegno. Al più presto ti chiamo. Ora però devo scappare, sono di corsa.
– Sì anche io. Allora ci sentiamo. A presto.
(stretta di mano frettolosa)
– A presto. Ciao.
Secondo voi, come finisce?
Secondo le statistiche, in nulla. Dopo qualche mese, o anno, o mai (a seconda delle probabilità che hanno di rincontrarsi nuovamente per caso) capiterà lo stesso. E così via; fino a che, a un certo punto, Luca e Paolo si perderanno del tutto di vista.
Solo raramente, molto raramente, uno dei due coglierà l’occasione per riallacciare i rapporti. Anche se quell’amicizia è stata davvero importante, per entrambi.
Un vero peccato. Ma allora perché non fanno uno sforzo in più?
Se immaginate di chiedere a uno qualunque dei nostri due amici immaginari sai già quale sarà la risposta: “perché non ho tempo”.
La vita è troppo frenetica. Siamo tutti troppo pieni di impegni. Lavoro, famiglia, burocrazia, improrogabili – e spesso impronunciabili – attività di quotidiana sopravvivenza. Non siamo padroni della nostra esistenza.
Il plot delle nostre giornate è già scritto, ma da qualcun altro, e non c’è spazio per l’improvvisazione.
E’ così, no?
Mhhh… io in realtà ho un’altra teoria. Lascia che provi a spiegarti perché.
10 anni fa, ero anche io come Luca e Paolo. Mi capitava continuamente di non avere un’ora libera da dedicare agli amici, alle attività sportive, ai miei interessi personali.
Non ho contato le volte in cui mi sono trovato a dire “Mi piacerebbe, ma purtroppo non ho tempo…”
E ricordo perfettamente che, in quel momento, ne ero assolutamente convinto. Non avevo alcun dubbio che il motivo, l’unica vera ragione del mio rifiuto, fosse la oggettiva mancanza di tempo.
Ma a un certo punto la mia vita è cambiata.
Ho avuto due (fantastici) figli a meno di due anni di distanza l’uno dall’altro.
Una rivoluzione che mi ha completamente stravolto la vita. In primis perché il centro del mio mondo adesso sono loro, tutto il resto viene dopo.
E poi perché la quantità di tempo che assorbono è enorme. Straordinariamente enorme.
Una quantità di tempo che non avrei mai immaginato di avere.
Ed è proprio qui il punto. Dopo qualche anno, dopo aver smaltito lo shock iniziale, ho cominciato a realizzare che sì, la mia vita è completamente cambiata, ma non ho dovuto rinunciare a nessuna delle cose importanti che facevo prima:
In primo luogo, l’abbiamo detto, passo molto tempo con la mia famiglia, mia moglie e i miei bambini; ma poi c’è il mio lavoro che, anzi, negli anni è diventato di maggiore responsabilità; così come non rinuncio certo a passare qualche serata con gli amici, almeno quelli cui tengo davvero; e infine coltivo i miei interessi, la fotografia.
Per dirla tutta, da qualche anno con alcuni amici abbiamo addirittura preso in mano il progetto Reflex-Mania che, ti assicuro, è davvero molto impegnativo. Tanto che, se me l’avessi chiesto prima, mai avrei pensato di trovare il tempo…
Eppure la giornata è sempre fatta di 24 ore. Allora mi sono chiesto… come è possibile tutto questo?
Così ho cominciato a realizzare che non è vero che faccio tutte le cose che facevo prima. Faccio però tutte le cose che per me sono IMPORTANTI. Quelle meno importanti le ho semplicemente lasciate indietro, senza alcun rimpianto.
Per esempio, se penso alle mie giornate “prima e dopo” i figli, mi rendo conto che di certo ora guardo molta meno televisione. Così come passo molto meno tempo a navigare senza meta su internet e ho eliminato quasi del tutto i social networks.
Ora, non ti voglio annoiare con l’esegesi della mia giornata tipo, ma quello che ho realizzato è che, quando parliamo di tempo, in realtà – sottotraccia – echeggia sempre un’altra parola: priorità.
Dunque oggi, quando mi capita di incontrare un Luca o un Paolo che mi dicono che non hanno tempo di vedersi, io gli rispondo:
Ma davvero siete convinti di non riuscire a trovare un paio d’ore alla settimana per fare qualcosa a cui tenete davvero?
Vi propongo un esercizio: ripensate alla settimana passata o, meglio ancora, fate occhio alla prossima. Appuntatevi le vostre attività nelle 24 ore di tutti e 7 i giorni, in modo che non resti alcun “buco”.
Appena fatto, riguardate la vostra “agenda”.
Sicuri che non ci sia nulla di sacrificabile? Che non ci sia uno spazietto da qualche parte per farci stare questo benedetto caffè con un vecchio amico?
Detto tra noi, se vogliamo davvero guardare in faccia la realtà, le possibilità sono due:
O non è vero che Luca e Paolo tengono sul serio al loro rapporto, oppure hanno paura di un fallimento. Magari hanno paura che frequentarsi di nuovo possa essere una delusione, o che sia impossibile ritrovare l’intesa che avevano.
Ma le paure generano solo rimpianti. E se invece il ritrovarsi si rivelasse una fonte di nuova linfa per le loro vite?
Non so tu ma io, a tutti i Luca e Paolo, consiglierei di provarci. Ci fosse anche una sola possibilità su un milione, ne varrebbe comunque la pena. E la realtà è che (quasi sempre) di possibilità ce ne sono molte più di così.
Un caro saluto,
Erik di RM – Reflex Mania Fotografare con Passione