Autore : Angelo Maccarone
“Vi racconto la mia storia”, iniziativa molto simpatica, ci provo….
Per aiutare chi non mi ha conosciuto e chi mi ha conosciuto poco, la mia esperienza in Sirti è stata nel periodo compreso tra il 1982 e il 2000. Iniziai in Divisione Sud, con il buon Donato Sciacovelli, mio primo immenso mentore, per poi avventurarmi in Arabia Saudita (1984/85).
Arrivai a Ryad il 9 gennaio del 1984, dove conobbi tutti gli altri colleghi coinvolti nel progetto, tanti giovanissimi ma probabilmente io ero il più giovane di quel periodo Saudita; avevo solo 23 anni, i 24 compiuti a maggio in mezzo al deserto tra Tayma e Tabuk.
Ricordo ancora con grande affetto il discorso fatto l’ing. Gelfi a tutta la squadra dei tecnici prima che ognuno lasciasse il fantastico Compound di Riad per raggiungere la propria destinazione. Qualcuno ebbe la fortuna di iniziare con i cantieri vicino Ryad, altri vicino Jeddah, Gianfranco Savonarola a Medina, nel tratto assegnato in subappalto alla Dong Ah Construction, fino a Tayma. Renzo Panizza si spostava con i suoi cantieri per realizzare le canalizzazioni nei centri abitati e a me rimase la tratta terminale, quella più lontana da tutto e da tutti, da Tayma a Tabuk fino al confine con la Giordania, HalatHammar.
Come dicevo, festeggiai il mio 24° compleanno in mezzo al deserto, insieme a Angelo Succetti, Francesco Carta e i 14 operai che ci accompagnarono per l’intero test-soil eseguito da Tayma a Tabuk, fino ad HalataHammar; circa 350/400km, con l’aratro “Sofia”.
Sei mesi di intenso Test Soil per poi aggredire la tratta con i due cantieri aratro: Angelo Succetti con l’aratro “Sofia” e Gabriele Argenti con l’aratro “Ornella”. Con loro, da quel giugno 1984 in poi riuscimmo a recuperare tutti i ritardi accumulati nel primo semestre tra Ryad-Jedda e Medina.
E’ passato tanto tempo ma è giusto ricordarlo, anche con un pizzichino di sano orgoglio: dopo i primi 5 mesi di intenso test soil, quei due cantieri aratro, riuscirono a garantire degli avanzamenti di posa record, raggiungendo una media di 12km/gg e con punte di 15km/gg, di posa interrata del cavo coassiale + tondino antifulmine e nastro di segnalamento. Fino a 9 pezzature al giorno “Sofia” e fino a 11 pezzature al giorno “Ornella” .
Le diverse modifiche studiate ed eseguite con A.Succetti e G.Argenti per poter dare continuità e favorire la posa anche nei tratti con presenza di roccia e/o sassi, sono state preziose!!!
L’affetto e le amicizie coltivate in quegli anni restano tutt’ora indelebili nel mio cuore e ricordo sempre con tanto affetto anche chi, purtroppo, oggi non è più tra noi, a cominciare dall’ing Gelfi, Ugo Caccialupi, Vincenzo Panella, Giuseppe De Maron……
Adesso vi racconto la chicca…..: in occasione della celebrazione lavori Arabia Saudita del 18 maggio 2010 a Firenze, avevo preparato un video di circa 5 minuti (324MB), l’avevo montato in autonomia, per sintetizzare quel periodo, i ricordi di quel progetto e mostrare le fasi esecutive della posa con aratro, dalla buca di partenza alla fine della posa dell’intera bobina.
D’altronde, quello era stato il mio vissuto in Arabia Saudita….., dove in quasi un anno e mezzo ho visto il mare solo due volte, rigorosamente di venerdì, ad Haql.

Tutto il resto, di quanto documentabile, è fatto di deserto e cantieri.
Ebbene, dopo aver visto le meravigliose proiezioni di foto presentate, evitai di presentare il mio video perché temevo fosse di contenuto troppo tecnico, troppo noioso. Chissà, forse proverò a pubblicarlo su YouTube e segnalarvi il link. Intanto, sperando di non avervi annoiato, abbraccio tutti con grande affetto
Angelo Maccarone